Il Festival delle Colline Torinesi compie 30 anni
(Torino, 8 ottobre – 3 novembre 2025)
7 prime, 4 produzioni, 16 titoli, 26 giorni di spettacolo in 7 location
Il festival 30
Il Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea, la storica rassegna teatrale diretta da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla e organizzata da TPE – Teatro Astra, compie 30 anni e torna a Torino dal’8 ottobre al 3 novembre 2025, con un’edizione di ampio respiro che può contare su 7 prime, 4 produzioni, 16 spettacoli, e 26 giorni di programmazione in sette luoghi.
Il festival negli anni è evoluto e ha cambiato in parte pelle ma ha conservato – anzi ha consolidato – il suo ruolo di palcoscenico privilegiato, italiano e internazionale per il teatro contemporaneo. Nei suoi trent’anni ha proposto 603 spettacoli di cui 157 stranieri recitati da artisti e performer provenienti da 38 Paesi. 1.295 recite con 287 prime nazionali o assolute, 2.298 interpreti in 336 luoghi. Ha avuto 19 Enti sostenitori e più di 180.000 spettatori.
Continua il percorso del festival di teatro contemporaneo d’autunno
Il Festival delle Colline Torinesi prosegue, per il quinto anno, il suo nuovo cammino di festival d’autunno ribadendo il rapporto con la creazione contemporanea anche grazie alla partnership progettuale con la Fondazione Merz, nei cui spazi andranno in scena gli appuntamenti di teatro più performativo e/o sperimentale.
Lo sguardo internazionale
Primo appuntamento del cartellone 2025, uno spettacolo della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano dal titolo Historia del amor, che narra una storia d’amore cominciata sul web e la guerra fra le famiglie dei due innamorati.
La vetrina internazionale del 2025, oltre a Señor Serrano, presenta in prima nazionale un ricco e ironico spettacolo della celebre compagnia Rimini Protokoll, con interpreti di Taiwan (sullo sfondo il problema dell’imperialismo cinese); uno spettacolo firmato Mohamed El Khatib che vede in scena attori “d’età” che riflettono sul loro rapporto immutabile con l’amore. La “vetrina” internazionale del festival porta a Torino anche l’autore argentino Tiziano Cruz, che nel suo spettacolo narra la storia e i riti di una comunità andina pre-ispanica. Anche quest’anno il Libano sarà nuovamente protagonista con un focus dedicato che propone la lettura del maccartismo e delle attuali derive autoritarie ad esso connesse – pensato da Lina Majdalanie e Rabih Mroué, artisti spesso presenti al festival di Torino – e una performance originale di Maria Hassabi, danzatrice e coreografa di fama internazionale. Verrà anche proposta al pubblico una rivisitazione di Oscar Schlemmer e del Bauhaus da parte di Tiziana Arnaboldi e del suo Teatro di Ascona.

I Motus
Tornano, anche nel 2025, i Motus, la compagnia in assoluto più presente negli anni al festival delle Colline Torinesi che propongono il dittico della prima e della seconda tappa dello spettacolo su Frankenstein. Sul palcoscenico si indaga sul confine pericoloso tra vivente e non vivente, fino alle Intelligenze artificiali in rivolta.
L’anteprima di stagione
Il tradizionale intreccio con la stagione del TPE – Teatro Piemonte Europa, che realizza il Festival dal 2018, riguarda quest’anno Federica Rosellini, che si confronta con la nuova drammaturgia di lingua inglese con uno spettacolo iGirl di Marina Carr, una delle più importanti drammaturghe irlandesi. La Rosellini fonde teatro, videoarte e musica e ne fa un rito moderno, uno sconfinamento nell’arte contemporanea.

DJ-show
I Sotterraneo propongono una combinazione originale di tra Dj set e teatro, dove il vero spettacolo è il pubblico che danza e dove il divertimento non distrae e il pensiero non interrompe la performance. Una formula per festeggiare i 20 anni della compagnia e i 30 del festival.
L’arte
Benedetta Parisi presenta uno spettacolo dove il pubblico in cuffia è alle prese con percorsi individuali e collettivi che esplorano la Fondazione Merz e l’adiacente Garage Lancia. Tema centrale: la riflessione sulla fruizione artistica, quella canonica e quella extrasensoriale.
Anche quest’anno il festival avrà un segno d’artista. Firmato Marzio Zorio, è stato pensato dal giovane artista torinese per il compleanno della rassegna.

Matteotti
Elena Cotugno presenta un omaggio a Matteotti e alle sue battaglie di libertà a Palazzo Carignano. Due celebri e fondamentali discorsi di Matteotti, del 1921 e del 1924, detti e interpretati da un’attrice negli spazi del Museo del Risorgimento, nella Sala della Camera. Sono estratti dai verbali delle relative assemblee parlamentari.
La chiusura con Valter Malosti
Significativa fra le tante presenze di rilievo quella di Valter Malosti che, in chiusura di programma, aggiunge un’altra pagina alla sua ricerca su Primo Levi. Questa volta propone al pubblico una silloge di poesie con accompagnamento musicale.

I classici: Shakespeare, l’Eneide e Salgari
Aldo Salassa propone uno studio su Emilio Salgari e Mario Carrara, che si incrociarono nel 1911, l’uno morto suicida, l’altro obbligato a fare un’ispezione sul cadavere. L’Italia si accingeva all’avventura coloniale in Libia. Vent’anni dopo, Carrara farà i conti col fascismo.
Completano il programma i contributi artistici originali de Il Mulino di Amleto (recente Premio Ubu), diretto da Marco Lorenzi, al lavoro su Shakespeare, e di Paolo Musio con la lettura integrale dell’Eneide.

La Mostra
Per celebrare l’importante traguardo raggiunto dal Festival delle Colline Torinesi, il Parcheggio Lancia di Piazzale Chiribiri a Torino, dal 9 ottobre al 9 novembre, ospita la mostra fotografica XXX FCT di Andrea Macchia, da un’idea di Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla (ingresso gratuito). Andrea Macchia è un fotografo capace di documentare il teatro, di rubare con rispetto l’anima dei protagonisti in scena, di fermare l’attimo. Dal 2012 a oggi Macchia lavora con il Festival delle Colline Torinesi, non perde uno spettacolo, un incontro, un evento. Migliaia di scatti di cui quelli esposti sono una piccola parte. La mostra è parte del programma di Tuttolibero un progetto di Fondazione Merz e Mauto per la Città di Torino con il sostegno di Gtt e Iren.

L’inizio di una storia di successo
Il 10 luglio 1996, all’ora del tramonto, sulla scalinata della settecentesca Villa Bria di Gassino Torinese, l‘attrice Galatea Ranzi faceva risuonare al microfono alcuni versi di Clemente Rebora davanti a un folto pubblico. La prima edizione del festival, che proponeva varie prove d’attore, rivolse particolare attenzione alla forma poetica recitata. Nel programma, accanto a Galatea Ranzi, figurarono Patrizia Mottola e Fabrizio Ferrari che esploravano versi di Montale nella Chiesa di San Pietro in Vincoli di Rivalba; Roberta Bosetti alle prese con quelli di Emily Dickinson nella Chiesa di Santa Croce di San Raffaele Cimena; Alessandro Quasimodo, in una piazza di Pavarolo, con la traduzione dell’Odissea fatta da suo padre Salvatore; Vittorio Bestoso, sulla Tramvia Sassi-Superga, a cimentarsi con la parola poetica di Peter Handke; Gianfranco Varetto, nell’ex Parrocchiale di Castiglione Torinese, con quella di Yeats; Aldo Reggiani con le poesie di Oddone Cappellino nel palazzo comunale di San Raffaele Cimena.
I luoghi 2025
In questa edizione gli spettacoli si svolgeranno in sette luoghi differenti tra Torino e prima cintura. Al Teatro Astra, alla Fondazione Merz, al Teatro San Pietro in Vincoli, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, al Palazzo degli Istituti Anatomici, alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri e a Le Roi Music Hall. A questi spazi si aggiungono quelli della programmazione off “Intorno ak Festival” (cfr. focus dedicato): il Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, hopefulmonster editore a Palazzo Scaglia di Verrua, il Circolo dei lettori e delle lettrici, il Palazzo della Radio e il Parcheggio Lancia.
I partner
Il festival è ideato e diretto, sin dalla sua nascita, da Isabella Lagattolla e Sergio Ariotti da un progetto dell’Associazione Festival delle Colline Torinesi a cui contribuisce un Comitato Scientifico. È organizzato da TPE – Teatro Astra e realizzato in partnership con la Fondazione Merz e in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e Torinodanza Festival, la Fondazione Piemonte dal Vivo e il Museo Nazionale del Cinema. La rassegna è sostenuta dal Ministero per la Cultura, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e da Fondazione CRT.
