ARRIVA “IL MEDICO DEI PAZZI” AL VERDI DI BRINDISI

Martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva la versione diretta e adattata da Leo Muscato, de “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta con Gianfelice Imparato protagonista nei panni di Don Felice Sciosciammocca.

Ma quali sono le vicende in questa commedia? La vicenda scivola agli inizi degli anni Ottanta, nel clima inquieto del post‑Basaglia, quando la chiusura dei manicomi ridisegna il rapporto tra cura, società e follia. È in questo spazio incerto che Don Felice, proprietario terriero ingenuo e provinciale, arriva a Napoli per vedere con i propri occhi la clinica del nipote Ciccillo, a cui ha pagato gli studi in medicina. In realtà Ciccillo ha dissipato tutto e vive alla giornata in una modesta Pensione Stella. Per non essere scoperto, la spaccia per un istituto psichiatrico e i suoi coinquilini per pazienti. Da questo equivoco prende forma una macchina teatrale che procede per accumulo trascinando con sé personaggi, bugie, paure e desideri.

Il medico dei pazzi

Lo spostamento agli anni Ottanta non è decorativo. Cambia il senso della storia: il confine tra normalità e devianza non è più netto: scivola, cambia forma, mette tutti in discussione. La parola “pazzo”, che nel testo scorre con la leggerezza del suo tempo, qui attraversa una nuova consapevolezza: maschera sociale, ruolo che può essere indossato o imposto.

Si ride, ma per capire meglio. La risata fa emergere quello che preferiremmo non vedere. Si ride e intanto cadono le maschere. Al centro di questo universo, Gianfelice Imparato costruisce un Don Felice lontano dalla macchietta.

Il suo Sciosciammocca è un uomo vero, smarrito, attraversato da un candore che convive con la paura.

Il medico dei pazzi

I tempi comici nascono dall’ascolto: ogni pausa, ogni esitazione porta con sé una malinconia leggera. E quando la beffa del nipote gli esplode addosso, la risata cambia tono: resta il sorriso, ma si sente tutta la sua delusione.

Intorno a Imparato si muove un ensemble compatto. Giuseppe Brunetti disegna un Ciccillo nervoso e brillante, motore dell’inganno e ritratto di un’epoca in cui la furbizia sembra contare più della lealtà. Luigi Bignone, nei panni di Michelino, porta in scena una fragilità tenera, sospesa tra complicità e rimorso. Alessandra D’Ambrosio e Arianna Primavera tengono insieme ironia e saggezza quotidiana; Giorgio Pinto attraversa i suoi personaggi con naturalezza e duttilità.

Attorno, la “fauna” della Pensione Stella – il Maggiore, il musicista squattrinato, lo scrittore che straccia le proprie pagine, l’attore in cerca di un Otello impossibile – compone un affresco di solitudini che si riconoscono senza dichiararsi.

“Il medico dei pazzi” finisce per raccontare il nostro modo di abitare il mondo partendo da una domanda semplice e difficile.

Chi decide davvero dove passa il confine tra ragione e follia? Il Nuovo Teatro Verdi ospita un lavoro generoso, capace di parlare a chi cerca il piacere della risata ma anche a chi, sotto quella risata, riconosce un’ombra familiare. Un invito a guardare la commedia come un luogo in cui la leggerezza non è evasione ma una forma alta di verità.

Il medico dei pazzi

I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/IlMedicoDeipazzi e al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30.

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