Drusilla Foer in “Venere nemica”: il nostro pensiero

Venerdì 27 marzo al Teatro Team di Bari, abbiamo assistito alla replica di “Venere nemica” con Drusilla Foer ed Elena Talenti, celebrando in grande stile la Giornata Internazionale del Teatro!

"Venere Nemica" al Teatro Team di Bari

TRAMA

Lo spettacolo vede come protagonista la dea Venere, scesa dall’Olimpo per vivere tra gli umani, o meglio, “mortali”, come le piace chiamarli, perchè così sottolinea vari aspetti: la contrapposizione con la vita eterna degli dèi e la necessità degli umani di ricordarsi che devono morire, motivo per cui vivono di sensi di colpa.

Venere vive a Parigi, insieme alla sua inseparabile cameriera.

Venere parla con ironia e schiettezza delle caratteristiche delle vite degli umani, mettendone in evidenza stranezze e contraddizioni, ma allo stesso tempo elogiandoli, dal momento che non vivono vite così “noiose” come accade, invece, nell’Olimpo.

Viene ripercorsa anche la vicenda di “Amore e Psiche”, enfatizzando i sentimenti e le scelte di Psiche e della Dea, nonchè diversi ruoli e dinamiche, come la madre protettiva e amorevole nei confronti di Apollo, la suocera gelosa della nuora e i difficili rapporti tra parenti.

Tutto questo viene messo insieme nel colpo di scena finale, totalmente inaspettato e che dà, così, una nuova prospettiva con la quale ripercorrere la storia.

LO SPETTACOLO

Drusilla Foer si conferma un’artista poliedrica.

Infatti, recita, canta, balla, interagisce col pubblico e con tutto ciò che è sul palco, dalla sua cameriera a tutti quei pochi oggetti che sono presenti, rendendo palcoscenico e platea un’unica creatura.

Elena Talenti, la cameriera, è una spalla formidabile, con una voce cristallina e una presenza scenica forte ma mai invadente e, anche nei suoi momenti di silenzio, è perfettamente calata nella parte, una donna schietta ma leggermente timorosa della sua “Madame”, con la quale, però, mette sempre in evidenza il rapporto di fiducia e stima.

Il personaggio di Drusilla viene fuori nei momenti più ironici e dissacranti, come ad esempio quando ironizza sulla vita degli umani, oppure quando racconta della sua noiosa vita nell’Olimpo, la vita di una dea nata nella scomodità del mare e, nonostante fosse la più bella, costretta dal padre a sposare il più brutto degli dei, Vulcano.

A questi momenti, ne sono contrapposti altri di grande intensità, come quando affronta la rabbia e l’amore materno verso Amore.

La rabbia è verso gli umani che hanno smesso di credere in lei, e qui interagisce col pubblico, facendo arrivare potentemente la profondità di questo sentimento radicato nel tempo, e lo spettatore, carnefice inconsapevole, si sente quasi in dovere di chiederle scusa per così tanto dolore.

Il dio Amore, rappresentato da luci e rumore di ali, è il suo figlio prediletto e, quando Psiche lo ferisce perchè rompe il patto che avevano sugellato, si rifugia dalla mamma, pronta a curarne le ferite e a mostrarsi amorevole e fragile, perchè vede il suo amato figlio in preda ad un profondo tormento.

Il rapporto tra Venere e Psiche è travagliato e caratterizzato sia dalla gelosia di Venere per Psiche, ritenuta “l’incarnazione di Venere in Terra”, sia da un timore reverenziale di Psiche per la madre del suo amato.

Psiche dimostra coraggio e determinazione, sposa Amore e diviene immortale.

Qui Elena Talenti mostra la natura umana di Psiche, che la spinge a volere un amore umano e caloroso e non divino e freddo.

Le due si trovano poi a vivere insieme a Parigi, diventando una il sostegno dell’altra e lanciando un messaggio molto potente: non importa quale sia la direzione intrapresa nella vita, c’è sempre tempo per cambiare e rivoluzionare tutto per seguire i propri desideri, perchè la cosa più importnate è non perdere sè stessi.

LA SCENOGRAFIA

La scenografia è essenziale, con delle porte a vetri con specchi deformanti, proprio per sottolineare la mutevolezza della realtà e degli umani che si trasformano pur di piacere agli altri.

Le luci e le musiche diventano parte integrante dell’intero spettacolo, impreziosendo molti momenti e spesso servono anche ad identificare i personaggi con cui Venere interagisce, dal figlio alle divinità.

PER CONCLUDERE

Drusilla e Elena Talienti intrattengono il pubblico per un’ora e mezza, facendola volare grazie a battute irriverenti, riflessioni, giochi di luce e intermezzi musicali, in un mix vincente e che fa tornare a casa il pubblico con l’anima piena e carica di emozioni.

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