“EX-POSE-ME”: uno spettacolo attuale e coinvolgente!

Il 26 aprile al Teatro Sociale di Fasano ha debuttato “EX-POSE-ME”, uno spettacolo che tratta temi attuali, dalla sessualità ai rapporti familiari, fino ad arrivare alla cultura digitale.

"Ex pose me" al Teatro Sociale di Fasano
ph: Francesco Schiavone

TRAMA

Lo spettacolo è tratto da una storia vera, la vicenda di Dalia Aly, una ragazza calabrese che a quindici anni è stata vittima di condivisione non consensuale di materiale intimo (image-based sexual abuse) da parte del ragazzo che frequentava all’epoca.

Viene ripercorsa la vita di Dalia, si parla della sua routine giornaliera, del suo impegno al liceo, e del rapporto coi suoi amici fidati e la sua famiglia… questa quotidianità viene però interrotta da un semplice follow su Instagram, un ragazzo dolce e premuroso che vuole conoscerla meglio.

E sarà proprio questo ragazzo la causa dell’inizio dell’incubo di Dalia, che come unica “colpa” ha avuto quella di amare.

Il ragazzo diffonde un loro video intimo e, da quel momento in poi, Dalia dovrà fare i conti con un mondo virtuale che la guarderà da ogni parte del mondo.

Dalia oggi è un’attrice e attivista e racconta la sua storia con un coraggio e una dignità fuori dal comune e si impegna a sensibilizzare le scuole e il pubblico sull’argomento della condivisione non consensuale di materiale intimo.

Dalia ha denunciato ma ad oggi, a distanza di 10 anni, il processo non è ancora iniziato e alla fine dello spettacolo viene detta una frase, che riassume perfettamente la volontà di questo spettacolo, cioè di fare rumore e reagire:

“Questa storia non ha un lieto fine. Il lieto fine è come il privilegio, vale solo per chi se lo può permettere…. Ma noi continuiamo lo stesso!”

"Ex pose me" 
ph: Francesco Schiavone

LO SPETTACOLO

Il titolo può avere due chiavi di lettura: “Il mio ex mi ha esposto” rendendo immediato il collegamento con la vicenda, o uno più profondo “Mi espongo, mi metto a nudo”, per sottolineare l’importanza della libertà e il coraggio della protagonista nel narrare la sua storia.

Lo spettacolo unisce vari linguaggi artistici, musica dal vivo, prosa, stand up e sono tutti perfettamente amalgamati tra loro, rendendo facile al pubblico seguire la storia, lasciarsi emozionare e non annoiarsi mai.

"Ex pose me" 
ph: Francesco Schiavone

Ilenia Sibilio, l’attrice che interpreta Dalia Aly, ha soli 18 anni eppure ha una presenza scenica impressionante e magnetica, tenendo il palco con sicurezza e interagendo con naturalezza con tutti gli oggetti di scena.

Giulia Alò, anche lei giovanissima, suona la pianola e fa da colonna sonora in molti momenti dello spettacolo.

Lei interpreta vari personaggi, ad esempio la coscienza di Dalia o la mamma, e la sua presenza scenica è precisa e naturale, di grande intensità, aggiunta al fatto che una voce così potente e limpida non può assolutamente farla passare inosservata.

Le due sul palco sono complici, affiatate e centrate, accompagnando il pubblico durante tutta la vicenda.

Non mancano anche citazioni sull’attualità e su tutte le ingiustizie e i controsensi che caratterizzano la nostra società, dall’oblio che hanno subito le donne in certi momenti storici importanti, alla copertura delle guerre e degli abusi che accadono in Congo, regione che ospita un materiale fondamentale per la costruzione dei nostri smartphone.

"Ex pose me" 
ph: Francesco Schiavone

LA SCENOGRAFIA

La scenografia è virtualmente divisa in tre parti: EX, POSE e ME.

L’area di palco dedicata alla scritta “EX”, indica la parte più romantica della storia, che vede come protagonista una ragazza innamorata di un ragazzo premuroso che le faceva girare la testa e di cui si fidava completamente.

Nella parte centrale c’è “POSE”: qui viene rappresentata la parte più dura della storia, quella della gogna mediatica a cui Dalia è stata esposta.

Qui l’attrice si mette a nudo e, in preda alla disperazione, si getta tra le braccia di sua madre, con la quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale, ma che le mostra vicinanza e comprensione, in un momento molto toccante in cui Giulia Alò consola la figlia e passa in rassegna una serie di episodi di sessismo del mondo di oggi, e lo fa con una rabbia intensa che tocca profondamente lo spettatore.

"Ex pose me" 
ph: Francesco Schiavone

Infine, nel settore “ME” viene posto al centro l’impegno di Dalia nella società, la sua vita privata, nella quale ha trovato il coraggio di rialzarsi e trasformare quella rabbia e quella frustazione nel carburante per il suo attivismo, affinchè questi episodi si riducano fino a scomparire e affinchè le ragazze che li subiscono non si sentano sole e soprattutto in colpa.

"Ex pose me" 
ph: Francesco Schiavone

Le musiche scritte da Alessandra Orlando e Giulia Alò e le coreografie di Francesco Biasi, impreziosiscono tutto lo spettacolo e danno la giusta rilevanza e luce ad ogni momento.

PER CONCLUDERE

La regia di David Marzi è un connubio di scelte vincenti, dall’unione dei vari linguaggi artistici al modo in cui viene trattata la vicenda.

David Marzi è riuscito a trasformare un episodio terribile in arte e in un inno alla libertà, che non viene declinata come un “fare ciò che si vuole” ma come rispetto dei confini, perchè come diceva il grande filosofo esponente del pensiero liberale John Locke “La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri”.

SCHEDA ARTISTICA

EX-POSE-ME
ispirato alla storia vera di Dalia Aly
con Ilenia Sibilio e Giulia Alò

Coreografie: Francesco Biasi
Musiche originali: Alessandra Orlando e Giulia Alò
Aiuto regia: Teresa Cecere
Ideazione, drammaturgia e regia: David Marzi
Produzione: SenzaConfine
Foto di scena: Francesco Schiavone

One thought on “%1$s”

  1. Recensione attenta, precisa e toccante che fa rivivere tutto quello che si è visto, vissuto e che ha emozionato nella vicenda portata in scena.

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