Il 3 e 4 ottobre
presenta
UN PO’ MENO FANTASMA

terzo capitolo del progetto triennale de La libertà dei ciottoli
un progetto di Kronoteatro + Francesca Sarteanesi
ideazione Tommaso Cheli
drammaturgia Tommaso Cheli / Francesca Sarteanesi
regia Francesca Sarteanesi
con Tommaso Bianco
scene e costumi Rebecca Ihle
responsabile tecnico Alex Nesti
supervisione progetto Maurizio Sguotti
produzione Kronoteatro
coproduzione Teatro Nazionale di Genova
con il sostegno di PimOff, Spazio ZUT!, L’arboreto/Teatro Dimora, Teatro Moderno di Agliana, Gli Scarti/Fuori Luogo
Lo spettacolo fa parte di FONTANA STUDIO, il cantiere creativo del Teatro Fontana: ricerca, processi creativi e nuove prospettive sulla scena.
Primo titolo ad aprire Fontana Studio, Un po’ meno fantasma nasce dalla collaborazione tra Kronoteatro e Francesca Sarteanesi e si sviluppa attorno ai temi della sensibilità, della delicatezza emotiva e di una percezione del mondo fuori misura rispetto al contesto che la circonda.
Un po’ meno fantasma – trama
Al centro della scena c’è Marcello, figura apparentemente ordinaria ma segnata da una particolare fragilità: parla a voce molto bassa, abita il mondo con discrezione, quasi in sottrazione. Una modalità di stare nelle relazioni che ha inevitabilmente influenzato la sua vita personale, affettiva e lavorativa.
Attraverso un flusso monologante intimo e continuo, emerge il ritratto di un uomo consapevole della propria differenza, ma mai disposto a considerarla una forma di debolezza. La sua sensibilità non assume i tratti della rinuncia o della marginalità, ma diventa uno sguardo limpido e raffinato sulla realtà, destinato però a scontrarsi con il torpore e la grossolanità del mondo circostante.
Quella che appare inizialmente come una storia minima e fragile si apre progressivamente a una dimensione emotiva più ampia e profonda
Nel racconto di Marcello prendono forma, per contrasto, le persone incontrate lungo il suo percorso: figure che ne delineano con maggiore nitidezza i contorni emotivi e sentimentali, facendo emergere il senso di una solitudine sottile ma mai vittimistica. Lo spettacolo costruisce così un paesaggio umano fatto di silenzi, scarti e delicatezze, in cui la parola si fa suono intimo e spazio di resistenza contro la brutalità del vivere contemporaneo.
Un po’ meno fantasma vi aspetta il 3 e il 4 ottobre al Teatro Fontana di Milano.
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