Gea Andreotti: la dolce Kathy è una vulcanica performer!

Gea Andreotti

Nome e cognome Gea Andreotti


Città d’origine Pisa


Segno zodiacale Ariete ascendente Cancro: ‘na fatica.


Colore preferito Colori pastello e colori caldi


Cibo preferito
Ragù di Babbo Marco e fegatini, a cucchiaiate dalla pentola; schiacciata bisunta (ma che ne sapete voi non-toscani!!), ma anche pane, olio e sale, salsiccia rigorosamente cruda. E poi la ciccia del Cecchini (Panzano in Chianti, ite!) e i lupini.

Tutti i primi di un menù romano, poi le linguine allo scoglio e caciucco, il tiramisù di Mami e cioccolato fondentissimo inzuppato nel caffè e la crema di pistacchio.

E ancora, il pandoro nel caffellatte caldo, ogni ricetta che prevede della zucca, il tartufo anche a colazione, il ‘5e5’ (googlatelo!!) Il parmigiano e pecorino sardo stagionato un secolo, i taralli tutti i gusti+1, tutto ciò che è stato fritto in taniche d’olio, vasche da bagno di gelato, ma anche la granita alla mandorla e le brioches siciliane. D’estate, in loop, prosciutto e popone (melone per voi stranieri), percoche, fragole e ananas. Dimenticavo: vino rosso (è cibo, no?)

Musical preferito visto
Miss Saigon, On the Town, Something Rotten! Tutti a NY, e me ne vanto 🙂


Musical preferito interpretato
Billy Elliot e Come Erika e Omar hanno un privé a testa nel mio cuore. A Chorus Line e Singin’ in the rain non necessitano spiegazioni.


Punti di riferimento
I miei genitori, un porto sicuro, uno specchio in cui riflettermi, uno spazio di libertà. I miei Amici, senza di loro sarei diventata “un bel niente”. In ambito professionale ho rubato molto, donna o uomo che fosse, non ha mai fatto differenza: ho osservato i loro atteggiamenti in sala prove e li ho studiati ogni sera dietro la solita quinta, con quell’invidia benevola che accende fuochi.

In generale mi affascina proprio l’essere umano in sé, perciò mi ritrovo spesso a contemplare quelle persone che hanno attirato la mia attenzione, grazie alla luce che hanno sopra la testa.

Sono molto legata a tutte le case e ai quartieri in cui ho vissuto, ricordo tutti i dettagli e li conservo con gelosia. Il campeggio Santapomata di Castiglione della Pescaia, quel mare limpido e quella scogliera “sulla destra, in fondo alla spiaggia” che mi hanno vista crescere per molte estati. Il mio camper, ‘Fischio’ per la family, un luogo-con-le-ruote che mi ha cullata e sentita cantare per lunghissimi viaggi. Il Giardino Scotto di Pisa dove giocavo da piccola, il suo platano monumentale e i pesci gatto nella fontana. La mia scuola di danza a Pisa: domicilio. Le case di amiche storiche: altri domicili.

Il Giardino degli Aranci e i Fori Imperiali. La Puglia. Il Verdi di Pisa che ha un profumo inconfondibile, il Sistina e i camerini che non ci sono più, la sala doppia-faccia del Nazionale (perché si fa odiare alle audizioni e amare in allestimento).

E poi il Verdi di Firenze con i “rinfreschini” post-show, la stanza dell’astrolampo, la sala dei pittori e tutta la vecchia macchineria del Valli di Reggio Emilia, la platea del Rossetti di Trieste. Di luoghi ce ne sono davvero tantissimi, e risparmio anche la valangata di quelli all’estero!

Gea Andreotti è Kathy in Singin’ in the rain, ph. Luca Vantusso


Cosa ti piace fare quando non sei sul palco?
“Mi piace stare con gli amici”, frase fatta da tema delle elementari, semplice ma vera per sempre. Amo viaggiare, ovunque, anche dovesse essere per un solo giorno. Amo anche leggere e accumulare libri non letti (come quelli dell’anti-biblioteca di Umberto Eco), andare al cinema e finire serie TV in una notte.

Mi rilassa passeggiare o pedalare con la radio o podcast vari nelle orecchie. E poi fare cruciverba e non sapere le parole, scoprire “cose” dai documentari.

Mi soddisfa cucinare per gli altri, fare le pulizie serie, quelle da musica non-stop, e colorare nei bordi. Mi intrigano le mostre, soprattutto le installazioni d’arte contemporanea, anche se non ci capisco assolutamente nulla.

Mi piace molto fare volontariato, soprattutto con i bambini e gli adolescenti: sono dei grandi insegnanti di vita 🙂

Che formazione hai?
Devo tantissimo alla mia scuola di Pisa (‘Proscaenium’), dove ho indossato le mie prime scarpette, cantato le prime note, detto le mie prime parole in dizione e, soprattutto, dove ho scoperto cosa fosse il “musical”. Parallelamente agli ultimi due anni di liceo, ho frequentato l’accademia ‘Arteinscena’ del Teatro Politeama Pratese.

Nel frattempo, ho partecipato a undici stages organizzati da Christian Ginepro, durante i quali ho avuto l’opportunità di studiare con molti grandi nomi del panorama del musical italiano.

Poi negli anni, ogni singola produzione a cui ho preso parte ha contribuito fortemente alla mia crescita, sia professionale che personale. Ovviamente, pur lavorando, non ho mai smesso di aggiornarmi, e sono riuscita anche a iscrivermi all’università!

Insegnare o stare sul palco? Per adesso, stare sul palco.

Puoi esprimere tre desideri: comincia!
– vorrei poter far svanire il dolore che tutto questo periodo sta causando;
– mi piacerebbe poter far viaggiare nel passato (ma non futuro, attenzione!), per capire cosa è successo in questi 4,5 miliardi di anni;
– e infine, vorrei poter disporre del tempo di un’intera vita parallela, solo per visitare ogni angolo della Terra.

Fai un saluto a…
Puba, Stranger Friends, Schifo, U’ iallucc e tutti gli amici-colleghi che seguono questa simpatica rubrica 🙂

E tu che caffè sei?
Amaro d’inverno, Leccese d’estate


Cosa stai facendo in questo momento? (Non nel senso di lavoro, ma ora, adesso mentre mi stai rispondendo)
Sono in camera, seduta alla scrivania, davanti al pc. Classico quadretto in perfetto stile Covid 😉

Sarah Pellizzari Rabolini

Si ringrazia Gea Andreotti per la super chiacchierata (anche a voi è venuta fame?) e per le foto

Ci vediamo martedì prossimo: chi sarà l’artista intervistato?

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