Il canto che scioglie il cuore della Regina di Ghiaccio!

Attendiamo le riaperture come il canto che scioglie il cuore della Regina di Ghiaccio

Quanto vorrei avere un orologio del tempo, un giratempo, come quello di Hermione Granger in Harry Potter. Questo periodo sembra non finire mai e i primi caldi sono rapidi assaggi d’estate che poi ci abbandonano repentinamente, per dare di nuovo posto al freddo.

Così mi è venuta alla memoria La Regina di Ghiaccio, il musical per la regia di Maurizio Colombi che vidi agli Arcimboldi di Milano nel lontano, ormai, 2017.

Faceva freddo, di quelli pungenti che non hai voglia di uscire di casa e dopo una doccia calda, sogni il divano e il telecomando con la bolla al naso. E invece mi trascinai fuori di casa per andare a vedere lo spettacolo.

Il musical, ispirato alla Turandot di Giacomo Puccini, si apre con le tre streghe, Tormenta, Gelida e Nebbia (Valentina Ferrari, Federica Buda e Silvia Scartozzoni) che si presentano come le tre fiere di Dante al seguito della crudele principessa Turandot,vittima di un incantesimo che la rende insensibile e malefica, interpretata da lorella cuccarini.

Vorrei tornare indietro nel tempo, quando ci si poteva permettere il lusso di uscire e andare a teatro, anche se fuori nevicava e potevi decidere di snobbare la tv. Potevi scegliere.

LA REGINA DI GHIACCIO IL MUSICAL ispirato alla Turandot di Giacomo Puccini, regia MAURIZIO COLOMBI
ph. ©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

In quel regno di ghiaccio, governato dalle donne, gli uomini sono costretti ad indossare una maschera per evitare di incrociare i loro sguardi assassini, soprattutto quello di Turandot, ovviamente. Lei pone loro tre enigmi da risolvere e, alla risposta sbagliata…taglia la testa!

Quando arriva il principe Calaf, interpretato da Pietro Pignatelli, la perfida Turandot ha già decapitato dodici stolti prima di lui. La sua arma? L’intelligenza, una dote molto più rara e preziosa di tutti gli omaggi dei pretendenti precedenti.

E poi canta. E’ il canto che fa sciogliere il cuore di ghiaccio di Turandot e annulla la maledizione sul regno.

Aspettiamo le riaperture con trepidazione, incrociando le dita che la pandemia ci lasci per sempre e ci permetta di vivere in salute di nuovo tutti.

Aspettiamo, non solo per riconquistare il diritto di scegliere se uscire di casa o di stare sul divano, ma soprattutto perchè attendiamo il canto, la danza, le arti e l’intelligenza, le armi necessarie per sciogliere il ghiaccio del cuore.

Sarah Pellizzari Rabolini

Le Chicche di Caffè ti aspettano ancora venerdì

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