Il male oscuro – la prima milanese al Teatro Menotti

7 |12 aprile

PRIMA MILANESE

ALESSIO VASSALLO e NINNI BRUSCHETTA 

IL MALE OSCURO

Il male oscuro

di GIUSEPPE BERTO 

riduzione per Il teatro e regia GIUSEPPE DIPASQUALE 

scene Antonio Fiorentino, costumi Dora Argento 
musiche Germano Mazzocchetti, movimenti coreografici Rebecca Murgi 

con Alessio Vassallo 

Ninni Bruschetta 
(in o.a) Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani

Produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro Stabile di Catania / MARCHE TEATRO

Dal 7 al 12 aprile, al Teatro Menotti, arriva in prima milanese Il male oscuro, capolavoro di Giuseppe Berto che ha segnato un’intera generazione di lettori e continua ancora oggi a parlare con sorprendente lucidità al nostro tempo.

In scena Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta, protagonisti di un intenso adattamento teatrale firmato e diretto da Giuseppe Dipasquale, che porta sul palcoscenico la storia di uno scrittore alle prese con le proprie fragilità, i sensi di colpa e quel “male oscuro” che attraversa la coscienza e l’esistenza.

Il male oscuro di Giuseppe Berto è considerato un caposaldo della letteratura italiana, un successo editoriale che nel giro di una settimana si aggiudicò i premi letterari Viareggio e Campiello.

Eppure, il romanzo fu rifiutato da più di un editore prima che Rizzoli lo pubblicasse nel 1964. L’onda lunga del successo non si è mai spenta, tanto che gli editori continuano a ristamparlo in nuove edizioni, mentre nel 1990 Mario Monicelli ne ha tratto un film, pluripremiato, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini.

il male oscuro

Il male oscuro narra la vicenda autobiografica di uno scrittore in crisi.

L’uomo è segnato dai sensi di colpa per la morte del padre, colpisce per la sua attualità, per l’analisi accurata di un malessere profondo, nel quale oggi si riconoscono molti di noi. 

Bepi, l’io narrante del romanzo, è uno scrittore che ha la sensazione di non riuscire a governare la propria vita. Sospinto dagli eventi, dall’incapacità di superare il trauma della morte del padre, di relazionarsi autenticamente con i familiari, la moglie, l’amante, sprofonda nel baratro della depressione. Decide quindi di affidarsi alla psicanalisi per comprendere le ragioni profonde del suo malessere. 

L’inettitudine del protagonista, molto simile a quella dell’antieroe sveviano de La coscienza di Zeno, cui Berto ha dichiarato di essersi ispirato, produce paradossalmente situazioni tragicomiche, attimi di straniamento che tuttavia aiutano a comprendere la complessità di una condizione esistenziale tipicamente contemporanea, di un Io diviso tra senso del dovere e desideri frustrati. 

STAGIONE2025 | 2026

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

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