Il nemico ha molte facce – Stagione 26/27 al Teatro Fontana

STAGIONE 26/27

TEATRO FONTANA

IL NEMICO

La stagione 2026-27 attraversa figure spezzate, città ferite, famiglie in guerra, eroi che diventano mostri, amori trasformati in campi di battaglia.

Da Jekyll e Hyde a La Città dei vivi, da Accabadora della Murgia a L’amante di Pinter, da I Sette a Tebe di Eschilo a 1984 di Orwell, da Casa di Bambola a Macbeth, da Lo zoo di vetro di Williams a Il Piacere di D’Annunzio, da Hitler agli Androidi: il nemico è una frattura interna, è una domanda spietata, una macelleria del cuore. Senza di lui, chi sono?

CHIOSTRI SUITE

Nei Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana la stagione si apre nel segno simbolico di una Triade, un attraversamento delle tre fonti archetipiche del pensiero umano: religione, poesia, filosofia. Tre soglie: il sacro, l’arte, il pensiero. In ognuno il Nemico è una forza interna, originaria.

Dal 10 al 13 settembre la stagione si apre con Passio di di Raul Iaiza, erede del magistero di Grotowski. Attorno alla tavolata del “grande tradimento” di Giuda, pubblico e attori condividono il cibo in un rito laico che intreccia canti francescani, paraliturgie popolari e Vangeli Apocrifi. Il nemico è già seduto a tavola: non viene da fuori, nasce dalla comunità che rende possibile il sacrificio.

Dal 17 al 20 settembre i Chiostri ospitano Luce di Instabili Vaganti, dai versi di Pier Paolo Pasolini: un concerto-spettacolo che rompe i confini della scena e si trasforma in un’esperienza immersiva con video-mapping che riscrive gli archi e le architetture dei Chiostri Bramanteschi di Santa Maria alla Fontana.

Dal 24 al 27 settembre Peitho, progetto di e con la pluripremiata Federica Fracassi sul testo di Irene Petra Zani: 1910, un giovane filosofo rifiuta la Prima Guerra Mondiale e invoca Peitho, la dea greca della Persuasione, che istigò l’uomo alla guerra fin dai tempi di Troia. Carlo Michelstaedter, moderno Oreste, si domanda: è possibile non obbedire alla violenza?

NUOVE PRODUZIONI E REPERTORIO

La stagione conferma la vocazione produttiva di Elsinor ad affidare la scena a sguardi autoriali capaci di interrogare il presente attraverso linguaggi contemporanei. Nelle produzioni 2026-27 il Nemico assume la forma più angosciante e radicale: non è il volto di un avversario esterno ma una presenza che si annida nelle relazioni più intime, nelle strutture del desiderio, nei legami familiari e nelle contraddizioni dell’identità, insinuandosi nel rapporto con se stessi, con i genitori, con i fratelli, con chi si ama.

Due le nuove produzioni, affidate a due tra le voci più interessanti della scena contemporanea italiana: Fabio Condemi e Giovanni Ortoleva. Ad affiancarle, in chiusura di stagione, un nuovo studio performativo firmato da Ivonne Capece.

Dal 10 al 15 novembre inaugura idealmente il percorso sul Nemico Lo strano caso del Dr Jekyll e del Signor Hyde, coprodotto con Compagnia Umberto Orsini, La Fabbrica dell’Attore e LAC Lugano Arte Cultura, per la regia di Fabio Condemi con Christian La Rosa. Difficile immaginare un’opera più rappresentativa del tema scelto per questa stagione: il capolavoro di Stevenson è uno dei grandi archetipi del nemico interiore, della frattura che attraversa l’essere umano e del tentativo impossibile di separare il bene dal male.

A questa riflessione si affianca dal 31 marzo al 4 aprile I Sette a Tebe da Eschilo regia Giovanni Ortoleva, coproduzione Teatro della Tosse, CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Casa del Contemporaneo. Nella tragedia di Eschilo il nemico assume la forma più dolorosa e inevitabile: quella del fratello. Eteocle e Polinice incarnano un conflitto che nasce all’interno della stessa genealogia e che rende impossibile distinguere con chiarezza vittima e carnefice, ragione e torto. La guerra non arriva dall’esterno ma si genera nel cuore stesso della comunità e della famiglia.

A chiudere il percorso produttivo, dal 24 al 27 giugno, il nuovo reading performativo ideato e diretto da Ivonne Capece a partire da Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, maestro dell’esplorazione linguistica e profondo indagatore dei meccanismi di giudizio e della costruzione della verità. Al centro, una piccola comunità che osserva e scruta, trasformando la curiosità collettiva in un inquietante tribunale dello sguardo.

Accanto alle nuove produzioni, tornano tre spettacoli che hanno segnato il successo della scorsa stagione:

Dal 22 al 31 gennaio La città dei vivi di Nicola Lagioia per la regia di Ivonne Capece, vera sorpresa della stagione 2025, ispirato a un noto caso di cronaca.

La città dei vivi

Dal 10 al 14 marzo Casa di Bambola, altro successo 2026 firmato da Ivonne Capece, rilegge il capolavoro di Ibsen come indagine sui ruoli sociali e familiari che schiacciano e limitano l’identità individuale; dal 12 al 16 maggio è F*ck – A Modern Musical Love, produzione sostenuta da NEXT – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo, a trasformare la relazione amorosa in un campo di battaglia emotivo e generazionale.

Tra le novità produttive, la Stagione inaugura un ciclo di concerti-spettacolo tout public pensato per avvicinare spettatori di tutte le età, bambini e famiglie comprese, alla storia della musica e alle grandi trasformazioni culturali, sociali e politiche del Novecento attraverso la canzone.

OSPITALITÀ

Nelle 16 ospitalità il Nemico non è una figura ma una funzione. È ciò che una comunità decide di espellere, che un’epoca sceglie di temere, che un individuo rifiuta di riconoscere in se stesso. Tra guerre, desideri, ideologie, famiglie e ossessioni private, questi spettacoli interrogano il momento esatto in cui l’altro smette di essere una persona e diventa una categoria.

Ad aprire il cartellone il 6 e 7 ottobre è Hotel Dalida di Irene Petra Zani con Roberta Lidia De Stefano. Durante la Primavera Araba una reporter di guerra resta intrappolata in una stanza d’albergo. Un omaggio a Marie Colvin che interroga il confine tra testimonianza e trauma, là dove il nemico continua a vivere anche dopo la guerra. Dal 13 al 15 ottobre Le tre cicoriane di Dario De Luca, una fiaba nera della tradizione calabrese dove la sopravvivenza apre le porte dell’orrore.

Mariuccia attraversa il buio e guarda in faccia ciò che tutti evitano. Il nemico abita soprattutto dentro la paura. Il 17 e 18 ottobre Elena Bucci, tra le voci più autorevoli del teatro di ricerca italiano, porta in scena Non sentire il male, dedicato a Eleonora Duse.

Dal 28 al 30 ottobre A cena con Macbeth del Teatro della Tosse, regia di Emanuele Conte, rilettura visionaria della tragedia shakespeariana. Tra cucina e sala da pranzo, vivi e morti siedono alla stessa tavola.

Il nemico ha il volto della cupidigia.

Dal 2 al 7 novembre e dal 9 al 13 dicembre il cult Accabadora di Michela Murgia, regia Veronica Cruciani con la straordinaria Anna Della Rosa. L’accabadora è la donna chiamata a porre fine alle sofferenze dei morenti. Uno spettacolo lacerante sull’eutanasia che attraversa una delle domande più radicali del nostro tempo: quando un gesto d’amore può diventare un gesto di morte?

Dal 24 al 29 novembre L’amante dal capolavoro di Harold Pinter, ancora con la regia di Veronica Cruciani. Qui Il desiderio è una guerra privata. Pinter trasforma la coppia in un campo minato di menzogne, fantasie e rapporti di forza. Il 31 dicembre il teatro festeggia il nuovo anno con Ciacci Live – Capodanno Edition, one-man show comico di Alessandro Ciacci tra satira, improvvisazione e riletture ironiche dei classici della letteratura.

Il 16 e 17 gennaio Fear No More, ispirato a Virginia Woolf con la regia di Simona Gonella mette in dialogo l’autrice con i personaggi che ha creato, Clarissa Dalloway e Septimus Warren Smith. Dal 25 al 28 febbraio Il Piacere di Gabriele D’Annunzio, nella bella regia di Andrea Adriatico, riporta in scena l’universo decadente di Andrea Sperelli. Tra passioni, ossessioni e desideri impossibili, il protagonista diventa il simbolo di una ricerca incessante destinata a consumarsi.

Dall’8 all’11 aprile L’Estinzione della razza umana di Emanuele Aldrovandi è una tragicommedia feroce che ripercorre le paure collettive della Pandemia, trasformando nevrosi contemporanee e derive sociali in un irresistibile meccanismo
grottesco.

Estinzione della razza umana

Dal 15 al 18 aprile la commedia Neanche parenti di Gabriele Russo e Bellini Teatro Factory racconta la famiglia come un territorio instabile dove affetti, conflitti e verità divergenti si intrecciano continuamente.

Il 20 e 21 aprile KR70M16. Naufrago senza nome di Saverio La Ruina per Scena Verticale mette in dialogo un giovane migrante di oggi e una vittima della Shoah in uno spazio sospeso oltre il tempo. Un rito civile dedicato a tutte le vite che la storia ha cercato di cancellare. Il 23 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, Gott Mit Uns di Riccardo
Lanzarone riflette sul rapporto tra ideologia, religione e violenza a partire dalla celebre frase incisa sulle fibbie dei soldati del Terzo Reich. Una riflessione lucida sui meccanismi che rendono possibile l’orrore.

L’8 e il 9 maggio 1984 di George Orwell, nella regia di Corrado Accordino, riporta in scena uno dei grandi miti politici del Novecento. In un mondo dominato dal controllo e dalla sorveglianza, il vero atto rivoluzionario diventa continuare a pensare.

Dal 21 al 23 maggio La Ragione degli Altri di Luigi Pirandello, nell’adattamento drammaturgico di Linda Dalisi con la regia di Dario Postiglione, attraversa passioni, tradimenti e conflitti familiari per mostrare come ogni verità sia destinata a scontrarsi con quella di qualcun altro. Dal 4 al 6 giugno Lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams, diretto da Rajeev Badhan, chiude la stagione delle ospitalità, trasformando il classico della memoria in un’esperienza poetica e visiva.

Per scoprire di più sulla stagione e gli spettacoli, visita il sito: https://teatrofontana.it/prosa/

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