TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE
STAGIONE 2025/2026
DEBUTTA IL RAGGIO BIANCO DI SERGIO PIERATTINI
CON LA REGIA DI ARTURO CIRILLO
TEATRO GOBETTI | 17 – 22 MARZO 2026
Martedì 17 marzo 2026, alle ore 19.30, debutta al Teatro Gobetti lo spettacolo Il raggio bianco di Sergio Pierattini, diretto da Arturo Cirillo. In scena Milvia Marigliano, Linda Gennari, Raffaele Barca. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi e Anna Missaglia, le musiche di Paolo Coletta e le luci di Aldo Mantovani.

Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con il Teatro Nazionale di Genova e resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 22 marzo 2026.
Arturo Cirillo dirige Il raggio bianco, un “giallo sociale” e un thriller psicologico, tra suoni sinistri e luci taglienti. Al centro, una madre e una figlia: due solitudini che si graffiano, si sfiorano, si sopportano. L’appartamento milanese che le ospita è un teatro di sospetti, silenzi e segreti. Il testo di Sergio Pierattini, vincitore del Premio Flaiano, scritto per Milvia Marigliano, è una commedia nera, cruda e ironica, specchio della nostra epoca. Accanto a lei, Linda Gennari nel ruolo della figlia. In una fumosa atmosfera si declina la dialettica, non sempre serena, tra due donne. Malaffare, ricordi, affetti: potrebbe essere un romanzo di Simenon, per quel gioco di relazioni familiari che si rivelano decisamente originali, fino all’inattesa conclusione.
Note di Arturo Cirillo
Perché “Il raggio bianco”? Cos’è? Un segno, una speranza, un’utopia?
In un mondo, quello che Pierattini tratteggia con lucido e sapiente cinismo, fatto di mediocrità di sentimenti ed aspirazioni, l’aspetto trascendentale mi appare come un contro canto necessario rispetto allo stillicidio dei giorni che lui descrive.
Nella città simbolo dell’economia e del lavoro, Milano, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro, una devianza, qualcosa che non torna: sono due ladre, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet, sono due ladre in fondo comuni, come certi personaggi scialbi, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna, per sue frustrazioni ed ignoranza, non sa fare altro (…) ma è soprattutto una donna irrealizzata, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anaffettivo oltre che malsano, o forse malsano perché anaffettivo.
Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia, la figlia, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente, la novità, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio. Matteo che, da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita, esce dalla casa e dalla storia, come un perdente, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui.
Mi viene da pensare a certe tristi e desolate storie di Giovanni Testori. Solo che qui c’è il teatro, che grazie alla bravura degli attori e alla felice scrittura drammaturgica, fa vivere questa vicenda tra squallore e sogno, infelicità e ridicolo, dramma e beffa.
Estratto dalla postfazione al volume Sergio Pierattini, Il raggio bianco, Palingenia Edizioni (2026)
TEATRO GOBETTI | 17 – 22 MARZO 2026
IL RAGGIO BIANCO
di Sergio Pierattini
regia Arturo Cirillo
con Milvia Marigliano, Linda Gennari, Raffaele Barca
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi, Anna Missaglia
musiche Paolo Coletta
luci Aldo Mantovani
Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
ACCESSIBILITÀ
Le recite in programma dal 18 al 22 marzo saranno accessibili attraverso soprattitolazione in italiano e in italiano accessibile con descrizione dei suoni (fruibili su smartglasses o tablet) e audiodescrizione (ascoltabile in cuffia su appositi smartphone). Venerdì20 marzo alle ore 18 è inoltre in programma un tour descrittivo e tattile sul palcoscenico, per consentire agli spettatori con disabilità visiva di cogliere gli elementi scenografici, toccare arredi e costumi e condividere l’esperienza con la compagnia. Sul sito web e sulla App del TST saranno inoltre disponibili materiali di avvicinamento: un video di approfondimento in LIS, con audio e sottotitoli e la scheda di sala accessibile.
INFO
Teatro: Gobetti, via Rossini 8, Torino
Orari degli spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45; domenica ore 16.00.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 28,00 (intero)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto
Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino
Tel: 011 5169555 – Numero Verde: 800 235 333 – email: biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.
La biglietteria sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo, esclusivamente per l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.
Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it
