Il 6 dicembre 2025 si è concluso il tour pugliese de “Iliade. Il gioco degli dèi” al Teatro Traetta di Bitonto, in collaborazione con Puglia Culture.

LA TRAMA
“Iliade. Il gioco degli dèi” inizia con due problemi: il primo è che Zeus, il padre di tutti gli dèi, ha problemi di memoria, e il secondo è che ormai gli dèi sono in una fase di decadenza.
Talmente sono frequenti questi vuoti di memoria, che Zeus organizza una riunione con tutti gli dèi, ma non se ne ricorda il motivo, e sua moglie, Era, cerca di farglielo ricordare con una semplice domanda: “Quando è iniziata la caduta degli dèi?”
La risposta sta nella Guerra di Troia, la più grande guerra di tutti i tempi: agli dèi piacque talmente tanto che decidono di riviverla, interpretando ciascuno il proprio protetto umano.
Nella Guerra di Troia il confine tra umano e divino è diventato sempre più labile, fino a diventare quasi invisibile tanto da perdere il controllo.

LO SPETTACOLO
L’inizio risulta comico e quasi dissacrante, dove gli dèi, ovvero Era, Afrodite, Ares, Atena, Teti, Hermes e Apollo, mostrano il loro lato umano, prendendo in giro Zeus per i suoi problemi di memoria, non senza approfittare di qualsiasi pretesto per insultarsi tra loro e riportare a galla tutti gli intrighi passati.
Lo spettacolo è un continuo cambio di prospettiva e registri.
Dalla comicità e la schiettezza che caratterizza le scene degli dèi, alla serietà e la solennità del racconto dell’Iliade.
Al pubblico risulta sempre chiaro quando l’ambientazione e i personaggi cambiano, soprattutto grazie agli oggetti di scena e alle diverse tematiche trattate.
Ognuno degli attori interpreta il dio e un personaggio della Guerra, cosa che viene messa in evidenza da maschere e fantocci, che gli attori utilizzano con grande maestria.
Infatti, questi costumi vengono mossi dalle mani degli attori, come se fossero delle marionette, e vanno a coprire da un lato i loro volti; anche solo guardando le maschere, si può perfettamente entrare in empatia col personaggio e capire i suoi stati d’animo, tanto da sembrare che ci sia davvero una persona all’interno che indossa il costume.
Tra gli interpreti spicca Antonella Attili nel ruolo di Era, una moglie insoddisfatta e una madre attenta, che riesce ad essere un collante tra tutti i personaggi in scena, interagendo con tutti in modo specifico e riuscendo allo stesso tempo a creare una connessione col pubblico, che vive le sue emozioni e quasi aspetta la sua entrata in scena.
Alessio Boni, nel doppio ruolo di Achille e Zeus, dà una forte intensità ai suoi personaggi, portando in scena uno Zeus umano e confuso ma che non ha perso la sua autorità divina, e un Achille sofferente e deciso, con degli ideali ben precisi, nonchè uomo d’onore e sensibile, cosa che culmina nel suo gesto di consegnare il corpo di Ettore a suo padre Priamo.
Plauso anche ad Elena Nico, in grado di portare in scena un’Atena forte e un’Elena in balia delle decisioni degli altri; l’attrice riesce benissimo a rendere questo contrasto dando una forte intensità ad entrambe le donne.

Il file rouge che scandisce l’andamento dello spettacolo è: gli uomini sono stati creati ad immagine e somiglianza dei dèi, ma effettivamente cosa nella Guerra di Troia, è accaduta solo per volontà degli uomini? E cosa per volontà degli dèi?
Un’altra è la frase che risuona sempre: “Gli dei sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla”.
Ma quanto verità c’è effettivamente in questa affermazione?
Nella Guerra di Troia, gli dèi si pongono un’unica regola: non intervenire.
In un modo o nell’altro, però, questa regola viene infranta, fino ad arrivare ad Ares che decide di entrare in prima persona in battaglia e aiutare nel causare la morte di Patroclo.
Da questo momento in poi, tutti gli dèi aiutano i loro protetti, finchè Odisseo non ha l’idea di realizzare il cavallo di Troia e mettere fine alla guerra, causando però un massacro senza precedenti.
Ed è qui che gli dèi si rendono conto di aver perso il controllo, di aver causato morte e distruzione solo per dei capricci e di aver lasciato gli uomini in preda alle loro emozioni.

Lo spettacolo termina con la domanda “Chi ha causato la guerra?” e la risposta che Zeus dà è “Che differenza fa?”
Effettivamente questa risposta riassume un po’ tutto il senso dello spettacolo: pone in risalto il lato umano delle divinità, che non li distingue poi così tanto dagli uomini.
Gli attori riescono a passare da un personaggio all’altro in maniera fluida e chiara, mettendo sempre in risalto le emozioni di tutti i personaggi e sottolineando come gelosie, le preoccupazioni dei genitori, il dolore, accomunano tutti, umani e dèi, e che è difficile sfuggire da esse…. non sarà stato forse proprio il sopravvento delle emozioni ad aver causato tante morti e tanto dolore nella Guerra di Troia?
PER CONCLUDERE
Quando lo spettacolo finisce, si resta in una dimensione quasi surreale, lasciando il pubblico con tanti interrogativi, quasi come se fosse anch’esso parte degli dèi che non si capacitano di essere caduti così in basso e così rapidamente.
Nel complesso è uno spettacolo ben riuscito, e la vera idea vincente sta nel rendere la poesia omerica alla portata di tutti, senza renderla troppo solenne o irrangiubile, e di unire ciò ad una comicità e irriverenza nelle scene tra le divinità.
Il tutto è accompagnato da un cast d’ecezione, dove tutti gli attori portano in scena i loro personaggi in maniera realistica e intensa, rendendo impossibile al pubblico non alzarsi per applaudirli uno ad uno.
SCHEDA SPETTACOLO
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo / Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo/ Fondazione Teatro della Toscana /Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Con: Alessio Boni, Antonella Attili
Testo: Francesco Niccolini
Liberamente ispirato all’Iliade di Omero
Drammaturgia: Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini, Marcello Prayer
Con: Haroun Fall, Jun Ichikawa, Liliana Massari, Francesco Meoni, Elena Nico, Marcello Prayer
Scene: Massimo Troncanetti
Costumi: Francesco Esposito
Disegno luci: Davide Scognamiglio
Musiche: Francesco Forni
Creature e oggetti di scena: Alberto Favretto, Marta Montevecchi, Raquel Silva
Regia: ROBERTO ALDORASI, ALESSIO BONI, MARCELLO PRAYER

Recensione eccellente. Chiara ed esplicativa sui fatti, attori e scene.
Fa venire voglia di correre a teatro per condividere questa esperienza.