Metadietro: i RezzaMastrella portano al Teatro Vascello la loro ultima fatica, tra navi spaziali, ammiragli blu e riflessioni sul presente.

Un pentagono, delle vele di plastica, voci registrate che rimbombano sul palco: un uomo vestito di blu in dialogo con queste voci, solo nel tentativo di portare in salvo la sua astronave.
Metadietro, l’ultima fatica artistica del duo RezzaMastrella, in scena al Teatro Vascello fino all’11 gennaio, è una visionaria, caotica, magmatica riflessione sulla contemporaneità, che colpisce chi guarda come una fucilata.
Antonio Mastrella è dirompente, vulcanico, riempie la scena con energia sorprendente: in dialogo con voci registrate, spiazza rompendo la quarta parete per poi tornare a dialogare con sé stesso, con il suo “equipaggio”, con l’unico altro personaggio fisicamente presente in scena (Daniele Cavaioli).
Un incredibile lavoro di incastro artistico e tecnico, che coinvolge il pubblico – tante le risate che sbocciano spontanee – e lo trasporta in un vortice che si fa sempre più folle con il progredire dello spettacolo.

L’habitat ideato e realizzato da Flavia Mastrella dà al tutto un senso onirico di distacco dalla realtà: Rezza si aggira in uno spazio quasi vuoto, in cui ogni oggetto si riempie di significato. È il suo stesso corpo in movimento che crea lo spazio, riempie di immagini il palco.
Daniele Cavaioli è spalla e controparte, la sua immobilità immagine specchiata e distorta del movimento continuo di Rezza. Il dialogo tra i due è strumento comico basato sulla velocità e lo scarto inatteso, una comicità che corre sulla ripetizione e sfrutta l’assurdo e lo spiazzamento.
Forse non adatta a chiunque, la comicità del duo conquista di certo il pubblico in sala: tra il grottesco e l’assurdo, scivola nel grammelot – uno dei momenti più riusciti dello spettacolo – facendo della parola strumento ritmico.
Non mancano le sferzate più dirette, in cui il grottesco si fa satira, attacco alla classe dirigente a un discorso pubblico che pare impelagato nelle stesse, solite questioni. Rezza e Mastrella non temono di risultare scomodi, e il tono di Rezza passa con rapidità dal leggero e comico al diretto e concreto, con oscillazioni repentine.
È bene andare sapendo cosa ci si troverà davanti, accettando le regole dello strano mondo costruito dai RezzaMastrella
