MOZART! -LA MUSICA CLASSICA NON E’ MAI STATA COSI’ ROCK

Il Musical “Mozart!” creazione del duo Kunze e Levay, ha debuttato per la prima volta a Vienna nel 1999. Successivamente è arrivato anche in Germania, Ungheria, Svezia, Belgio, Cina, Giappone e Corea. Come per altri Musical di matrice austriaca, non è mai stato programmato un debutto a Broadway: il legame con la storia e la cultura austriaca è talmente forte che “esportarlo” in un mondo come quello di Broadway potrebbe non risultare efficace. Nonostante tutti conoscano la figura di Mozart e la sua storia, lo spettacolo presenta un approccio innovativo ed estremamente coinvolgente, soprattutto dal punto di vista dei numeri musicali, sia individuali che non.
Con una scenografia semplicissima ma molto efficace, fatta di proiezioni, sedie e pianoforti che entrano ed escono, anche l’ensemble colpisce, nella precisione dei movimenti secchi e perfettamente su musica. La figura centrale e carismatica del giovane Mozart poi, travolge il pubblico fin dall’inizio e lo trascina con sé  in un vortice di musica, note e follia.

IL CAPOLAVORO DI FORMAN: CHI HA UCCISO MOZART?
una scena tratta dal film “Amadeus”

Quella di Miloš Forman (1984) è la storica e probabilmente più conosciuta versione cinematografica: il film “Amadeus”, a sua volta ispirato all’omonima opera teatrale di Peter Shaffer (1979), è infatti considerato uno dei capolavori intoccabili della storia del cinema. Questo perché, a differenza di altri registi, Forman è riuscito ad equilibrare la dovuta attenzione alla vita di Mozart con il mistero legato alla sua morte. Già durante gli anni in cui Mozart era in attività, infatti, si vociferava di una forte tensione e competizione con il compositore Salieri, suo contemporaneo.
Si diceva che non corresse buon sangue tra loro e che Salieri disapprovasse fortemente la musica di Mozart, quasi al punto di disprezzarla.  Per questo, quando Mozart è morto, è stato anche accusato di averlo avvelenato e ucciso. In realtà il coinvolgimento di Salieri è piuttosto inverosimile: la rivalità tra i due non è probabilmente mai esistita, anche perché il successo di Mozart è stato tutt’altro che riconosciuto mentre era in vita.

I FLOP CINEMATOGRAFICI E LA DIVISIONE DELLA CRITICA
una scena tratta dal film “Non dimenticate Mozart”

La versione di Forman del 1984 non è sicuramente l’unica, considerando il calibro e l’importanza di un soggetto come Mozart. Se la sua, però, è considerata “il capolavoro”, non si può dire lo stesso di versioni successive che non hanno per niente soddisfatto la critica. Una tra tutte: “Non dimenticate Mozart” di Slavo Luther (originale: “Vergesst Mozart”), particolarmente incentrata sulle ombre della vita di Mozart e sui suoi nemici. Versione che,  inseguendo il giallo e l’intrigo ad ogni angolo, si allontana dai fatti storici e ribalta l’immagine pubblica del compositore: non più vitale e solare, ma cupo e misterioso.

Un altro esempio può essere il film-documentario “In search of Mozart” (2006) che divide l’opinione pubblica perché ritenuto da alcuni educativo ed illuminante, ma da altri noioso e privo di interesse per l’uomo in sè.

A discolpa di questi più o meno riusciti tentativi, possiamo dire che la difficoltà è evidente: quando si parla di un artista, come in questo caso, la sua vita e la sua essenza stanno  nelle sue opere. Questo però non basta:  vogliamo sapere quanto di sé mette in quello che fa, da cosa scaturisce il suo genio, come nasce, e soprattutto come funziona. Vogliamo sapere se è umano come tutti, o se il suo è semplicemente un dono divino, come se potesse essere un trucco segreto da rubare e custodire.
Chi è l’artista quando non ha un pubblico davanti a sè?
Chi era Mozart lontano dal pianoforte?

IL PRODIGIO DI MOZART NEL MUSICAL
una scena tratta dal Musical Mozart!

La narrazione inizia con una conversazione tra la vedova di Mozart e un ricercatore che le ha proposto di pagarla per poter riaprire la sua tomba e studiarlo come un caso scientifico. Il motivo di questa richiesta viene spiegato poco dopo, dando inizio al flashback che caratterizza tutta la vicenda. Mozart è stato fin dall’infanzia un bambino prodigio, estremamente precoce e geniale anche per merito dell’educazione di suo padre. Lui infatti ha da subito riconosciuto e coltivato il suo talento, cercando di crescerlo in modo che potesse un giorno diventare un musicista e compositore insostituibile: per questo sperava che il suo essere un bambino prodigio potesse facilitargli le cose.
Il piccolo Mozart rimane sempre all’interno del quadro narrativo, mentre si guarda crescere e spesso disapprova. La sua presenza è uno stimolo perché il giovane compositore continui a lavorare, senza arrendersi.

UN’ARTE NON IN VENDITA
una scena tratta dal Musical

Crescendo, Wolfgang mostra un carattere orgoglioso e brillante, ma è fin troppo consapevole di possedere un talento più unico che raro. La sua mente, le sue mani veloci e il suo orecchio più che assoluto sono il suo dono e lui lo sa. Non prende troppo sul serio gli impegni lavorativi e molto spesso non scrive nemmeno i suoi spartiti, potendo contare sulla sua formidabile memoria.
Ci sono tutti i presupposti perché Mozart abbia la carriera più luminosa che si possa immaginare, ma il suo carattere irriverente e orgoglioso lo porta spesso a rinunciare a grandi occasioni. Particolarmente forte è il contrasto con il Principe-Vescovo Colloredo – a cui Mozart dirà “sono principe tanto quanto te!”- che per diversi anni cercherà di monopolizzare la sua arte come proprio strumento di potere personale, ma senza mai riuscirci.

una scena tratta dal Musical


Se c’è una cosa da riconoscere a Mozart infatti è proprio questa: commette tanti errori nel corso della vicenda, ma non è disposto a vendersi o ad essere “proprietà” di qualcuno. Il suo più grande desiderio, che lo anima fino alla fine, è di essere libero e che la sua Musica sia per tutti.
Certo, buona parte di questo desiderio nasce da un ego smisurato e una grande considerazione di sé, ma come si fa a dargli torto? Nel suo avanti e indietro tra Salisburgo e Vienna ricercherà sempre il successo per soddisfare la famiglia e ripagare il padre dei suoi sacrifici. Proprio lui non avrebbe mai voluto lasciarlo andare, avrebbe voluto proteggerlo dal mondo, forse sapendo che il suo ego lo avrebbe condotto verso continue scelte sbagliate.

SALVARSI DA SE STESSI

Uno dei temi centrali infatti è proprio quello dello sconfinato amore di un genitore che cerca di proteggere il figlio dal mondo, ma anche da se stesso. Mozart è diventato il genio che è grazie a suo padre, che spera mantenga per sempre la disciplina che gli ha insegnato  fin da piccolo.  Vuole che il figlio abbia successo e diventi un artista indipendente, ma allo stesso tempo non vorrebbe mai vederlo andare via per paura di perderlo. In parte ha ragione: l’ambiente di Vienna si rivela tanto accattivante quanto pericoloso. Nonostante però Mozart non riesca effettivamente a diventare pienamente adulto, se avesse sempre ascoltato il padre non sarebbe mai uscito da Salisburgo.

IL VALORE DEL TALENTO
scena tratta dal Musical

Molto spesso nel corso della storia gli consiglia, a volte anche in maniera disperata, di comporre qualcosa di più semplice per essere capito meglio. Mozart però non si accontenta, vuole “L’oro dalle stelle: lasciare il nido, affrontare il mondo e i suoi pericoli. Questo è senz’altro uno dei brani più conosciuti del Musical, cantato dalla Baronessa von Waldstätten, una sorta di protettrice ma figura ambigua allo stesso tempo.
Mozart vuole rischiare ed essere libero, quindi la risposta che dà al padre di fronte a questa critica è sempre: “non potrebbe essere più semplice di così!”.
Dal punto di vista di un genio questo è senz’altro vero, ma che valore ha il talento se nessuno può comprenderlo?

IL MIRACOLO DI MOZART
una scena tratta dal Musical

La sua carriera ha alti e bassi, passando da successi leggendari come “Il flauto magico” a periodi di crisi e debiti. La sua vita personale non conosce pace: il rapporto con la famiglia si deteriora sempre di più di anno in anno e il matrimonio con Constanze Weber, si complica. Inizialmente i due si erano innamorati, ma l’unico obiettivo della madre di Constanze era di approfittarsi del successo di Mozart e derubarlo. Mentre l’ensemble gli gira intorno e canta “Dio ha dato al mondo il miracolo di Mozart” lo guarda andarsene impassibile, come un lampo di luce che compare per un attimo e poi se ne va.

Insomma, si può dire che Mozart  rappresenti in toto il significato di “genio incompreso”:
se la sregolatezza è la tua unica regola, sei un genio o sei pazzo?

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