Dal 7 al 12 ottobre 2025
presenta
PORCILE

di Pier Paolo Pasolini
con Mario Caruso, Federica De Maio, Tommaso De Rienzo, Elena Dell’Oro, David Gestra, Riccardo Orrù, Veronica Rinonapoli, Aline Webster
a cura di Susanna Baccari e Antonio Syxty
disegno luci Fulvio Melli
scene e costumi Francesca Biffi
delegata di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
Io devo entrare nella vita, per evitarla
nei suoi aspetti più meschini, quelli sociali,
quelli a cui io sono legato prima per nascita…
e poi per obbligo politico, conservazione o rivolta…
Julian, Porcile – episodio VIII
Porcile è una tragedia in undici episodi scritta da Pier Paolo Pasolini nel 1966.
Ambientata nella Germania del dopoguerra, l’opera si concentra sulla figura di Julian Klotz, figlio di un potente industriale, e sul suo silenzioso e drammatico rifiuto del mondo borghese in cui è costretto a vivere, accompagnato da Ida, giovane borghese innamorata di lui.
Attraverso dialoghi poetici serrati, filosofici e spesso volutamente ricchi di citazioni, Pasolini delinea un universo ideologico dominato dal potere economico, dall’autoritarismo paterno e dall’ipocrisia delle convenzioni sociali.
Julian non oppone una resistenza esplicita, ma sceglie un’esistenza muta, marginale, inaccettabile: una traiettoria che lo conduce alla sua tragica fine, divorato dai maiali del porcile della tenuta di famiglia, in un silenzio generale carico di indifferenza.
Porcile, una tragedia della parola e dell’ideologia
Lo spettacolo mette in scena lo scontro tra generazioni, la crisi dell’identità borghese e l’impossibilità di una ribellione autentica. È un’opera politica e filosofica, ancora oggi attuale nel suo interrogarsi sulla funzione del teatro, sul linguaggio e sul destino dell’uomo dentro le strutture di potere.
A conclusione di un triennio con i docenti Debora Virello e Pietro De Pascalis e di un IV anno con Claudio Orlandini, i neodiplomati del corso attori – guidati da Susanna Baccari e Antonio Syxty – si misurano con questo testo poetico e allegorico di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento.
Dalle note di regia – Antonio Syxty
La messa in scena privilegia la componente poetica del dramma, attraverso una scansione di teatro-performance degli eventi evocati dai versi in endecasillabi sciolti, con cui Pasolini mira a costruire una nuova consapevolezza teatrale della lingua e della sua funzione politica e filosofica.
Julian e Ida, intesi come anti-personaggi di quel teatro borghese contro cui Pasolini si era espresso nel Manifesto per un nuovo teatro, “trasmigrano” nei corpi e nelle interpretazioni delle quattro coppie di attori.
A turno, tutti i giovani attori sono Julian e tutte le giovani attrici sono Ida, restituendo l’immagine di una gioventù borghese predestinata “per censo e per sesso”. In contrapposizione, si dispongono le altre coppie e i personaggi del dramma.
Come in un gioco del destino, gli stessi attori incarnano figure ambigue e inquietanti: industriali, ex-nazisti, filosofi, spie e contadini.
Julian si rifugia nel proprio segreto: l’amore per i maiali del porcile.
Nell’ottavo episodio dichiara la propria estraneità al sistema costituito, alla sessualità borghese predestinata, scegliendo la via della dissoluzione. La sua morte sarà raccontata dai contadini, durante la festa nella villa del padre: di Julian, divorato dai maiali, non resterà “nemmeno un bottone”.

La generosità dei giovani interpreti, la loro adesione emotiva e filosofica al dramma pasoliniano, ci permette di cogliere le contraddizioni della condizione umana, e di riflettere sull’impossibilità di ribellarci a un sistema economico post-capitalistico e tecnocratico, che sembra in grado azzerare ogni volontà o idea di libertà.
A MTM Teatro Litta scopri lo spettacolo Porcile dal 7 al 12 ottobre!
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