Prima Nazionale al TST per “Tre sorelle”

TEATRO STABILE TORINO – TEATRO NAZIONALE

STAGIONE 2025/2026

DEBUTTA IL NUOVO LAVORO DI LIV FERRACCHIATI

TRE SORELLE

NEVICA. CHE SENSO HA?

ISPIRATO AL TESTO DI ČECHOV

E PRODOTTO DAL TEATRO STABILE DI TORINO

TEATRO CARIGNANO, 17 MARZO 2026 – PRIMA NAZIONALE

Martedì 17 marzo alle 19.30 debutta in prima nazionale al Teatro Carignano Tre sorelle. Nevica. Che senso ha? da Anton Čechov, una riscrittura curata e diretta da Liv Ferracchiati, artista associato del TST. Dramaturg Piera Mungiguerra, consulenza letteraria Margherita Crepax. La produzione vedrà in scena (in ordine alfabetico) Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa. Le scene sono di Giuseppe Stellato, i costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Pasquale Mari, il suono di Giacomo Agnifili. Aiuto regia Adele Di Bella. Prodotto dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, lo spettacolo rimarrà in scena al Teatro Carignano fino a domenica 29 marzo 2026 e sarà poi in tournée in diverse città italiane.

In concomitanza col debutto sono programmati due incontri col pubblico: il primo, nell’ambito di Retroscena, il 18 marzo 2026 alle 17.30, e il secondo, nell’ambito di Fuori copione, il 20 marzo 2026 alle 17.

Liv Ferracchiati propone una riscrittura di Tre sorelle che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale. Čechov scrisse l’opera nel 1900, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga, Maša e Irina, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca. Ferracchiati mette in risalto l’attualità del testo, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. Attraverso una regia che scandaglia le contraddizioni interiori, lo spettacolo illumina il bisogno umano di cambiare, di immaginare un altrove, pur sapendo che la vita, spesso, rimane incompiuta.

Dalle note di regia di Liv Ferracchiati

Tre sorelle è un testo filosofico sull’esistenza, infatti somiglia a una sequenza di fotografie che racconta come l’essere umano impiega e attraversa il tempo prima di morire.

La questione centrale non è il tempo che passa, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso, una promessa, una direzione. Čechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta, un logoramento per accumulo, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a se stessa, così che, alla fine e in profondità, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin, l’anziano dottore: «tutto è uguale».

In Čechov anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Un atto violento, apparentemente casuale, che neppure lui riesce a giustificare e che mostra una verità, apre un varco nella narrazione del tempo e della memoria. Questo orologio di porcellana in pezzi, a terra, è per noi uno dei nuclei più potenti dell’opera e da qui abbiamo scelto di irraggiare l’azione. Čechov parla del tempo per parlare della vita e l’orologio è, in questa prospettiva, un oggetto di sfondo appartenente a un’epoca in cui si credeva che il tempo conducesse da qualche parte.

Per questo Tre sorelle ci appare così contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Čechov sembra dirci che persino la memoria, ultimo appiglio doloroso, non può che cedere. I personaggi continuano a dimenticare e a non comunicare. Forse per questo, sulla scena, si scattano fotografie, per tentare di fermare la vita, di salvare almeno l’attimo presente. La consapevolezza non sprofonda mai, però, nel nichilismo, anzi rafforza il valore dell’agire nell’orizzonte terrestre, nulla è più prezioso del vivere stesso, un bicchiere di champagne, una musica da ascoltare. Va bene anche scoprire che nulla ha senso.

È Tuzenbach a dirlo: «Nevica. Che senso ha?».

Nato a Todi nel 1985, Liv Ferracchiati è autore, regista e performer. Diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano nel 2014, nel gennaio 2015 fonda la compagnia teatrale The Baby Walk e dà vita alla Trilogia sull’identità, sul tema dell’identità di genere. Nel settembre 2016 inizia una collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria e debutta con Todi is a small town in the center of Italy. Nel giugno 2017 il secondo capitolo della TrilogiaStabat Mater, vince il Premio Hystrio Scritture di Scena, mentre, nel luglio dello stesso anno, il terzo capitolo, Un eschimese in Amazzonia, si aggiudica il Premio Scenario. Todi is a small town in the center of ItalyPeter Pan guarda sotto le gonne e Stabat Mater vengono selezionati da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2017 – 45° Festival Internazionale del Teatro di Venezia. Alla Biennale del 2020, una menzione speciale è attribuita a La tragedia è finita, Platonov, racconto autorale dall’omonimo dramma di Anton Čechov. Nel 2020 è pubblicato da Marsilio Editori il suo primo romanzo, Sarà solo la fine del mondo.  Nel 2022, con la produzione di Marche Teatro, Teatro Bellini, CSS di Udine e Teatro Metastasio, mette in scena Uno spettacolo di fantascienza. Nel 2024 compone la riscrittura di Morte a Venezia. Al Piccolo ha messo in scena, nella stagione 2022/23, Hedda. Gabler. Come una pistola carica e nella stagione 2023/24 Come tremano le cose riflesse nell’acqua, scrittura originale da Il gabbiano di Anton Čechov, premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 come miglior spettacolo di prosa. Attualmente è impegnato, insieme all’illustratore Ehsan Mehrbakhsh, nella scrittura di un graphic novel edito da Fandango.

TORINO, TEATRO CARIGNANO | DAL 17 AL 29 MARZO 2026 – PRIMA NAZIONALE

TRE SORELLE

NEVICA. CHE SENSO HA?

da Anton Čechov

testo Liv Ferracchiati

dramaturg Piera Mungiguerra

consulenza letteraria Margherita Crepax

con (in ordine alfabetico) Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa

regia Liv Ferracchiati

scene Giuseppe Stellato

costumi Gianluca Sbicca

luci Pasquale Mari

suono Giacomo Agnifili

aiuto regia Adele Di Bella

Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale

TOURNÉE DELLO SPETTACOLO 2026

1 – 2 aprile | Teatro Ridotto | L’Aquila

16 – 19 aprile | Teatro Alighieri | Ravenna

28 aprile – 3 maggio | Teatro India | Roma

7 – 10 maggio | Teatro Duse | Genova

12 – 17 maggio | Teatro dell’Elfo | Milano

DISTRIBUZIONE PERSONAGGI – INTERPRETI

Ol’ga, Irene Villa

Maša, Valentina Bartolo

Irina, Livia Rossi

Andrej, Antonio Mingarelli

Nataša, Giordana Faggiano

Veršinin, Rosario Lisma

Kulygin, Marco Quaglia

Tuzenbach, Riccardo Martone

Solënyj, Francesco Aricò

Čebutykin, Giovanni Battaglia

INCONTRI COL PUBBLICO

RETROSCENA

Progetto realizzato dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con l’Università degli Studi di Torino / DAMS – Università degli Studi di Torino / CRAD

Gli appuntamenti si terranno nella Sala Grande del Circolo dei Lettori, in via Bogino 9

Mercoledì 18 marzo 2026, ore 17.30, Liv Ferracchiati e gli attori della compagnia

dialogano con Antonio Pizzo (DAMS/Università di Torino)

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

FUORI COPIONE

Gli artisti del Teatro Stabile di Torino incontrano i cittadini nelle case di quartiere e nei presidi civici delle circoscrizioni più lontane del centro città. Il progetto è sviluppato in collaborazione con La cultura dietro l’angolo.

venerdì 20 marzo 2026, ore 17.00

PIÙSPAZIOQUATTRO (Via Gaspare Saccarelli, 18 – San Donato)

La compagnia racconta lo spettacolo

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni contattare il luogo dove si svolge l’incontro

INFO

Teatro: Carignano, piazza Carignano 6, Torino

Orari degli spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.

Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 39,00 (intero, primo settore di platea)

L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino

Tel: 011 5169555 – Numero Verde: 800 235 333 – email: biglietteria@teatrostabiletorino.it

Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La biglietteria sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo, esclusivamente per l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.

Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close