Una nuova imperdibile stagione al Teatro Elfo Puccini!

TEATRO DELL’ELFO | STAGIONE 2026/27 

NUOVI SGUARDI 

Il teatro è il luogo dove le storie tornano a farsi domande.

Domande sul potere, sulla verità, sulle nostre inquietudini e sulle conseguenze delle nostre azioni. Ed è il luogo dove indagare tutto questo attraverso NUOVI SGUARDI, capaci di attivare l’empatia e l’emozione ma anche il ribaltamento e lo svelamento dell’ironia, per guardare insieme la realtà negli occhi. Come ci invita a fare, con leggera intensità, il fiore che l’artista Valeria Petrone ci ha proposto per illustrare il progetto teatrale 2026/27

Un progetto che nasce da questo desiderio: attraversare il nostro tempo e le sue accelerazioni con gli strumenti del teatro. Parafrasando Picasso, potremmo dire che il teatro è la menzogna che ci permette di conoscere la verità.  

La stagione si apre con due produzioni che raccontano un mondo che cambia e una società piena di contraddizioni.

Con L’OROLOGIO AMERICANO (23 ottobre/1 novembre) Elio De Capitani torna a Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli) al suo testo più innovativo.

E di contraddizioni e maschere sociali ci parla anche Oscar Wilde con UN MARITO IDEALE (12 novembre/6 gennaio) che, dietro l’apparenza di una commedia brillante, svela i retroscena della conquista del potere. Il percorso attraverso le opere di Wilde si completa con la versione scenica del celebre RITRATTO DI DORIAN GRAY, affidata alla voce di Ferdinando Bruni (20 novembre/13 dicembre). 

Anche Elio De Capitani punta lo sguardo su un romanzo del ’900, ‘classico’ eppure attualissimo: CUORE DI TENEBRA di Conrad «contiene un suono oscuro, profondo, lo stesso che vibrava invisibile in Moby Dick alla Prova. (19 maggio/13 giugno).   

Torna a Milano AMADEUS (7/28 maggio), dopo l’importante tournée. Mentre ERANO TUTTI MIEI FIGLI, attraversa le piazze italiane con un lungo tour da novembre ’26 a marzo ’27: «È la modernità feroce del teatro di Miller, quella che De Capitani fa vibrare senza enfasi ma con lucidità, attraversando i silenzi come lame».

Novità sul fronte delle co-produzioni con lo spettacolo di Carrozzeria OrfeoFUGGIRE, CADERE E ALTRE COSE INUTILI, che trova ispirazione nella poetica dello scrittore statunitense Raymond Carver ( 28 gennaio/21 febbraio). Tra realismo e simbolismo, prosegue la loro osservazione ironica della condizione umana e della sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi. Il gruppo guidato da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti è in stagione anche con CUORE DI PORCO (30 marzo/1 aprile). 

Il Teatro dell’Elfo sostiene nel tempo compagnie e artisti indipendenti con cui trova una particolare consonanza di sguardi e scelte artistiche.

È il caso di Invisibile Kollettivo, che per la nuova produzione coinvolge la musicista Alessandra Novaga e l’artista Giovanni De Francesco in un reading-concerto dal romanzo di Joseph Merrick e Frederick Treves, THE ELEPHANT MAN (19 febbraio/7 marzo).  

Ed è il caso di Eco di fondo, compagnia residente che quest’anno sceglie di lavorare su un testo francese inedito in Italia, ALEKSEJ E YULIA (3/25 marzo). Sostegno produttivo anche per il prezioso lavoro di Rosario Tedesco che propone NON PER AMORE MA PER ODIO, un Amleto dalla ‘sceneggiatura per un film mai realizzato’ di Giovanni Testori (13/17 gennaio). 

Trovano finalmente spazio nella stagione 2026/27 due produzioni annunciate e poi rinviate: Francesco Frongia mette in scena IN RIVA AL MARE, un racconto di Véronique Olmi sconvolgente e profondamente umano (8/31 gennaio); e DUE VECCHIETTE VANNO A NORD di Pierre Notte, un rocambolesco e divertente viaggio on the road (a Milano dal 3 al 28 febbraio). 

Un palinsesto di sessanta spettacoli per una stagione che, anche nelle proposte di ospitalità, punta lo sguardo sulla nuova drammaturgia italiana, su testi contemporanei di feroce attualità e ironia, oltre che sulla forza dei grandi autori del Novecento. 

In sala Fassbinder va in scena MADRI, spettacolo atteso dal pubblico e applaudito dalla critica: ci invita a scrutare nella voragine delle relazioni famigliari (27 ottobre/1 novembre). Mentre sugli altri palchi dell’Elfo si festeggia un compleanno: ATIR nel 2026 compie trent’anni e propone LA TRILOGIA DELLA MONTAGNAdi Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi (27 ottobre/1 novembre) e  DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE di Serena Sinigaglia, in scena con Mattia Fabris e Arianna Scommegna (2 novembre).  

Drammaturgia al femminile con Lea Barletti che propone PARLA, CLITEMNESTRA! (17/22 novembre) e Francesca Astrei (premio Ubu 2025 come Miglior Attrice Under35) con IO SONO VERTICALE (24/29 novembre). 

Testimoni di un teatro civile che non deve tacere sono Ottavia Piccolo che torna con DONNA NON RIEDUCABILE, il ritratto della giornalista Anna Politkovskaja, per riflettere sulla brutalità del potere verso le voci indipendenti (22/24 gennaio); Alessandro Lussiana e Massimo Somaglino che portano in scena SalĀm/Shalom. Due padri, dal romanzo Apeirogon di Colum McCann che unisce le testimonianze di due padri, uno ebreo e uno palestinese (15/20 dicembre); Filippo Dini e Frédérique Loliée, protagonisti di INCENDI dell’autore libanese Wajdi Mouawad, per la regia Marco Lorenzi con (12/17 gennaio) ed Elio Germano con Teho Teardo che danno voce e suoni alle parole di Gino Strada in LA GUERRA COM’È (23/28 febbraio).  

Dopo una breve assenza tornano, a grandissima richiesta, Rezza/Mastrella con il loro ultimo spettacolo, METADIETRO (5/8 novembre) e la compagnia Tedacà, con una personale dei loro lavori intitolata significativamente DITTICO DEI CONFINI FRAGILI (2/7 febbraio). 

E torna all’Elfo un altro grande narratore, Marco Baliani, che nel nuovo spettacolo, L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL (7/10 gennaio), intreccia una partitura di suoni alla sua voce unica, in un clima continuo di sospensione. 

LE DIEU DU CARNAGE di Yasmina Reza, per la regia di Antonio Zavatteri (anche interprete in un quartetto dai ritmi ferocemente perfetti) rivela la profondità dissacrante di un testo che è ormai un ‘classico’ (7/10 gennaio). E veri e propri classici sono L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ, diretto da Roberto Valerio per un’ulteriore indagine su opportunismo e ipocrisie sociali (2/7 marzo),, e ORLANDO, dove Arturo Cirillo e Viola Graziosi attraversano il tempo e si confrontano con le pagine di Virginia Woolf, diretti da Giuseppe Dipasquale (10/14 marzo). Ci immergiamo nei territori oscuri di ciò che spesso non abbiamo il coraggio di ammettere con Laura Marinoni, protagonista del classico di Tennessee Williams IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA, diretto da Stefano Cordella (16/21 marzo). 

E a proposito di successi teatrali che, anche oggi, passano dal palco agli schermi, ecco la versione italiana di BABY REINDEER/PICCOLA RENNA. Il monologo del comico Richard Gadd, che mette in primo piano il tema dello stalking e delle relazioni tossiche, è già un piccolo cult e arriva in Italia interpretato da Francesco Mandelli (19/24 gennaio).   

A MIRROR di Sam Holcroft, successo del West End londinese, dichiara la sua vena paradossale e inquietantemente attuale già dal sottotitolo: ‘uno spettacolo falso e NON autorizzato’. Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini, Gianluca Musiu, ci coinvolgono in una performance clandestina (31 marzo/4 aprile), cercando di evitare la repressione di uno Stato totalitario in cui il Ministero della Cultura deve approvare tutte le opere d’arte. 

Ironia e gusto del paradosso sono profusi a piene mani da Pino Strabioli e Fabio Masi in VE NE DICO QUATTRO (2/4 aprile), mentre Valerio Aprea in LAPOCALISSE ci accompagna sull’orlo dell’abisso con l’inconfondibile leggerezza di Makkox (14/16 giugno).  

Ma non è tutto!

Invisibile Kollettivo ripropone IL TEATRO COMICO DI CARLO GOLDONI (10/28 febbraio) e OPEN-la mia storia (9/25 giugno), mentre Cristina Crippa ed Elio De Capitani sono nuovamente protagonisti della lettura scenica del TORTO DEL SOLDATO (26/27 gennaio) e Cinzia Spanò riporta sul palco L’AGNESE VA MORIRE (28/31 gennaio). Michele Costabile affronta ancora il suo SAFARI POMODORO (6/23 maggio), vicenda autobiografica che ha affidato alla scrittura del giovane drammaturgo Nicolò Sordo e alla regia di De Capitani e Frigerio. César Brie e Isola del Teatro riportano in scena RE LEAR È MORTO A MOSCA (9/25 marzo) con il sostegno produttivo dell’Elfo. 

I giovani autori e autrici sono al centro del progetto SOTTOPALCO, curato da Francesco Frongia e dedicato ogni anno al lavoro drammaturgico, attraverso letture sceniche e allestimenti work in progress. Dopo i focus su Tobia Rossi e Giulia Trivero, in questa stagione si accendono i riflettori sui testi di Luca Cardetta che propone GIUSEPPE: IL PADRE PUTATIVO (1/6 dicembre) e A COSA SERVE IL PETROLIO? (10/20 dicembre) nell’interpretazione di Michele Di Giacomo, Giovanni Franzoni e Toni Bia. 

Le nuove forme di rappresentazione teatrale hanno spazio anche e soprattutto nella rassegna NUOVE STORIE, che in questa stagione prova a incrinare la quarta parete, annullare le distanze tra palco e platea e mettere al centro le spettatrici e gli spettatori. SCONFINAMENTI propone quattro appuntamenti: EIGHT di Le Città visibili e Alchemico Tre (3/8 novembre), ABRACADABRA di Babilonia Teatri (11/16 maggio), LA PIÙ GRANDE TRAGEDIA DELL’UMANITÀ, un progetto di Malmadur (7/12 giugno) e INFINITA BELLEZZA di Fondamenta zero (14/18 giugno). 

Una sezione importante è riservata al pubblico di domani con la rassegna PICCOLI ELFI che prevede quest’anno otto appuntamenti (per bambine e bambini dai 3 anni).

Per queste e molte altre informazioni, visitate il SITO del Teatro Elfo Puccini.

Categories News, Teatri Italiani

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