A Chorus Line: un intramontabile tributo dedicato a tutti i performer

A Chorus Line
Fonte: https://www.desertstages.org/a-chorus-line/

Musica: Marvin Hamilisch
Liriche: Edward Kleban
Libretto: James Kirkwood e Nicholas Dante
Debutto ufficiale: Broadway, 1975

Oggi il nostro consiglio è un grande classico: “A Chorus Line”.

Dopo la splendida produzione italiana diretta da Chiara Noschese e coreografata da Fabrizio Angelini (QUI la nostra recensione dell’ultima produzione italiana), sono rimasti in pochissimi a non conoscere questo spettacolo. Infatti, un amante del musical e del teatro che si rispetti, non può farsi cogliere impreparato su “A Chorus Line”!

Lo spettacolo nasce dall’idea del regista e coreografo Michael Bennett di ascoltare e raccogliere le confessioni di un gruppo di ballerini di Broadway.

Uno dopo l’altro raccontano la loro vita e Bennett registra più di 30 ore di audio. Comincia così un periodo di ascolto e riascolto, finché finalmente non si decide: questo sarà il soggetto per un nuovo musical.

Un musical decisamente originale e atipico per gli standard di quegli anni (ma forse anche per i nostri)!

“A Chorus Line” si apre con una durissima selezione di danza, con quella che probabilmente è ora la coreografia più complessa e famosa del mondo del musical! Il regista, Zach, seleziona diciassette performer e li fa disporre in una line. Ad uno ad uno li interroga sulle loro storie, i loro sogni, le debolezze e i vissuti più intimi.

Assistiamo così a racconti di vario genere: alcuni tendenti al comico, altri più amari. Conosciamo Sheila, ballerina ormai non più tanto giovane che si nasconde dietro una maschera snob e cinica. Diana, apparentemente aggressiva, ma profonda e vera. Paul, sensibile e timido che ricorda in lacrime il suo rapporto con la famiglia e l’esperienza da drag queen. Bobby, sarcastico e tagliente con la battuta sempre pronta. Val, che per avere successo, si è rifatta “Tette e Culo”.

E ancora, i neo sposini e tutti quelli che si sono presentati ai provini. Tra loro, anche Cassie è all’audizione: ex stella del musical ed ex amante del regista. La sua presenza sul palco fa sì che lo spettatore conosca anche il passato di Zach, il regista che anche in scena resta spesso nell’ombra.

E’ lui che alla fine deve fare una scelta molto sofferta: solo quattro donne e quattro uomini faranno parte del suo nuovo show.
Si conclude così l’audizione con lo strabiliante numero finale “One” che esalta, all’ennesima potenza, la magia del musical.

Perché di questo si tratta, di un tributo a tutti gli artisti che con fatica e impegno dedicano la loro vita al mondo dello spettacolo.

Vi consigliamo caldamente la versione cinematografica del 1985, un piccolo gioiellino, in attesa di poterlo, forse, un giorno rivederlo dal vivo in teatro!

Da bambina mia sorella mi costringeva a vederlo una volta a settimana (ebbene sì, a me non piaceva perché troppo piccola per leggere i sottotitoli), ed ogni volta mi chiedevo “Chi voglio essere di loro?”, “Qual è il mio preferito?”

Ecco, lascio a voi le risposte…

Federica Cavicchioli

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